home Legis Accordo di convivenza

Accordo di convivenza

ACCORDO DI CONVIVENZA
Dal 5 giugno 2016 sono entrate ufficialmente in vigore le nuove regole sulle unioni civili e le convivenze di fatto, introdotte nel nostro ordinamento dalla legge Cirinnà, numero 76/2016.

Con il loro avvento, avvocati e notai hanno assunto un nuovo fondamentale compito: quello di fare da garanti dell’accordo di convivenza.

Infatti, sia la sua sottoscrizione che l’eventuale modifica che la risoluzione devono essere fatte per iscritto, in forma di scrittura privata o in forma di atto pubblico, con l’assistenza di uno dei due predetti professionisti.

Iscrizione del contratto nell’anagrafe
Sono peraltro proprio avvocati e notai ad essere onerati dell’iscrizione del contratto di convivenza, entro dieci giorni dalla sua stipula, nell’anagrafe di residenza dei conviventi consegnandolo di persona o inviandolo a mezzo fax, in via telematica o per posta. Se non vi provvedono, l’accordo non ha alcuna valenza nei confronti dei terzi.

Liceità degli accordi
Il compito di avvocati e notai, tuttavia, non si esaurisce nell’autenticazione delle firme dei conviventi e nell’iscrizione del contratto, ma esso è ben più esteso.

Sono infatti tali professionisti del diritto che devono verificare che l’accordo sia lecito e conforme alle norme imperative e all’ordine pubblico.

Tra le varie declinazioni che i contratti di convivenza possono assumere e che avvocati e notai sono chiamati a verificare, un aspetto deve essere chiaro a tutti: per legge essi non possono essere sottoposti a termini o condizioni.

Gli accordi di convivenza possono, invece, indicare la residenza della coppia, il regime patrimoniale prescelto, le modalità con le quali ciascun componente è chiamato a contribuire alle necessità della vita comune.

Nullità dei contratti di convivenza
Come detto, il contratto di convivenza va redatto in forma scritta con atto pubblico o scrittura privata: la violazione di tale requisito determina la nullità dell’accordo.

Le ipotesi di nullità, tuttavia, non si esauriscono in questa.

Il contratto di convivenza è infatti nullo anche se è concluso da un minore, un interdetto o un soggetto condannato per omicidio (anche tentato) del coniuge dell’altro convivente.

La nullità si ha, poi, anche se il contratto è concluso tra non conviventi o in presenza di un altro contratto di convivenza, di un’unione civile o di un vincolo matrimoniale.

Risoluzione del contratto
Notai e avvocati, come accennato, svolgono un ruolo fondamentale anche in caso di risoluzione del contratto.

Essa, infatti, può aversi, tra le varie ipotesi, anche a seguito di recesso unilaterale che deve essere esercitato attraverso una dichiarazione ricevuta da notaio o autenticata da un notaio o da un avvocato.

Commenti Facebook

Rispondi

Studio Govinda

Naturopatia, Massaggi, Yoga

Visita adesso

Close